BURUNDI

Un reparto maternità troppo pieno

27 aprile 2016

di Micol Fascendini 

Tutti mi hanno sempre raccontato di una maternità piena: piena di donne in travaglio, piena di donne che partoriscono, piena di donne che allattano. Non nascondo di non aver mai tanto capito e apprezzato questo aggettivo ‘piena’. Per me, abituata agli ospedali in Etiopia, Somalia e Sud Sudan, dove il parto istituzionale raggiunge forse il 15% ed è una vera gioia vedere una donna che allatta il bimbo appena partorito, la maternità piena non esiste!
La sorpresa è quindi ancora più grande quando entro nella maternità dell’Ospedale di Cibitoke in Burundi. La sala per le puerpere avrà forse una trentina di letti tutti pieni, qualcuno addirittura ospita due donne e due neonati e qualche donna è sdraiata sul pavimento. Nell’angolo dell’unica stanza che ospita le neo-mamme e i loro neonati, tanto quelli sani quanto quelli malati, una struttura in legno crea uno spazio riservato ‘per le mamme ancora in attesa che si ammalano durante la gravidanza’, mi dice il dottor Jean Claude, il direttore dell’ospedale. Mi faccio strada tra i letti che straripano per dare uno sguardo anche alle donne in attesa: anche qui trovo mamme che hanno appena partorito! La domanda è elevata e lo spazio non è sufficiente, ma si trova un piccolo posticino a tutte. Mi sposto in sala parto, dove i quattro letti disponibili, separati da semplici paraventi sono tutti occupati e un piccolino è in attesa di essere lavato tra le mani di un’infermiera.

Sono sorpresa dall’umanità che mi circonda. Sono anni che lottiamo per aumentare la domanda di cura e qui ce ne è anche troppa!

Il dottor Thierry, esperto sanitario del CCM, mi spiega che negli ultimi dieci anni la popolazione del Burundi è quasi raddoppiata. Nella provincia di Cibitoke, le donne in media partoriscono 7 figli a testa e solo il 15% utilizza un metodo contraccettivo. Da quando i servizi di cura per mamme e bambini sono gratuiti, la percentuale di donne che partorisce nelle strutture sanitarie è in crescita. Secondo i dati ufficiali del 2010, nella provincia di Cibitoke oltre il 65% delle donne sceglie di non partorire in casa.
È proprio vero che i bisogni sono diversi da paese a paese: in Burundi le donne arrivano alle strutture, ma le strutture non sono più in grado di accoglierle e offrire loro la qualità di cura che meriterebbero.
In questo marasma di nascite, il CCM ha deciso di avere un occhio particolare per i più piccoli. Non che le donne non abbiano bisogno di aiuto ma, per una volta, abbiamo deciso di pensare direttamente ai neonati.
Secondo le stime internazionali circa il 45% delle morti nei bambini sotto i cinque anni d’età avvengono entro il primo mese di vita, ma solo il 4% dei finanziamenti per la salute dei bambini è dedicata ai neonati! Il progetto del CCM intende rafforzare i servizi di neonatologia dell’Ospedale sia attraverso la formazione di medici e infermieri, sia attraverso la costruzione e l’equipaggiamento di un reparto di neonatologia.

Perchè donare

Perché tutti i bambini possano affrontare con la giusta forza i primi 28 giorni, i più critici e difficili della loro vita!

I lavori di costruzione non sono ancora iniziati, ma il dottor Jean Claude ha identificato una piccola stanza adiacente alla sala parto dove possiamo già organizzare un primo servizio per la cura dei prematuri e dei bambini con ittero neonatale. Con carta e penna alla mano, disegniamo una mappa della stanza e ci mettiamo letti, sedie e le poche ma essenziali attrezzature che possono fare la differenza. Discutiamo, progettiamo, scriviamo, cancelliamo e ricominciamo da capo. Quello che è certo e che non possiamo più aspettare. Tutti i neonati dell’Ospedale di Cibitoke hanno diritto a un’accoglienza adeguata alla nascita e i più piccolini e malati hanno bisogno di cure appropriate. Non è più possibile chiudere gli occhi di fronte a questa maternità stra-piena. Garantendo uno spazio e cure appropriate ai neonati malati, miglioreremo anche la cura delle mamme.
Perché la cura dei piccoli non può che iniziare al momento del parto e della nascita!

Kira Mama è il canto burundese per dare il benvenuto alla mamma e al suo piccolino. Kira Mama è anche il nome del nostro progetto, sostenuto da FAI – Fondation Assistance InternationaleFondazione Prosolidar,  OTB FoundationTavola Valdese e Fondazione Creonti.

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Storie di persone che hanno deciso di dedicare il proprio tempo e le proprie competenze agli altri.

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