TORINO, ITALIA

Perché impegnarsi in un ambulatorio medico per migranti (e non solo)

24 aprile 2018

di Claudio Ame’, medico volontario del CCM attualmente impegnato a Torino nell’attività ambulatoriale a sostegno dei più vulnerabili

Due parole per presentarmi:

mi chiamo Claudio Ame’, sono medico da quarant’anni esatti, specialista in ematologia, medicina interna e malattie metaboliche. Ho sempre e solo lavorato presso ospedali pubblici di Torino (Molinette, S. Giovanni Antica Sede ed Ospedale Oftalmico); sono felicemente in pensione dal primo ottobre 2016.

All’inizio degli anni duemila, in un momento piuttosto travagliato della mia vita, ho deciso che era giunto il momento di dar seguito ad un sogno che cullavo da anni: maturare un’esperienza di lavoro in una nazione africana in via di sviluppo. La scelta cadde sul Kenya perché un’infermiera professionale con cui allora lavoravo ci era già stata e così cominciai a collaborare con un ambulatorio (trasformatosi poi in ospedale), gestito dalle  Missioni della Consolata. Da allora praticamente almeno una volta all’anno sono tornato a lavorare in Kenya, maturando esperienze non solo all’Ospedale di Matiri (Meru County) ma anche in altre strutture e con altre istituzioni.

In particolare nel 2015 ho iniziato con il CCM un progetto mirato alla formazione attraverso il “training on job” del personale di una quindicina di dispensari (ambulatori territoriali presidiati da personale infermieristico locale) nella County di Isiolo. Sempre per questo progetto sono tornato in Kenya nel 2017.

Al mio rientro in Italia sono rimasto in contatto con il CCM che mi ha chiesto se fossi disponibile a collaborare al progetto che si propone di offrire a persone in difficoltà (senza fissa dimora, migranti regolari e irregolari) la possibilità di accedere gratuitamente ad un servizio medico/infermieristico presso due diversi ambulatori di Torino (via Nizza 24 e via Cappel Verde 6).

Come dire di no? Ritengo che l’impegno verso gli altri non possa né debba limitarsi alle missioni all’estero (dove il fascino dell’esotico, un certo senso dell’avventura e un’aura da piccolo “eroe” accompagnano sempre i soggiorni) ma si debba anche tradurre nella nostra realtà quotidiana.

Tu cosa puoi fare

  • Con 20 euro permetti l’acquisto di materiali consumabili sanitari (es. garze, filo per suture, soluzioni detergenti, etc.) per una settimana;
  • Con 40 euro permetti l’acquisto farmaci da banco per una settimana;
  • Con 80 euro sostieni la realizzazione di 4 incontri di supervisione e tutoraggio per 1 operatore sanitario volontario che decida di svolgere attività di volontariato presso i Centri di Via Nizza 24 e Via Cappel Verde 6.

E così da inizio anno una o due volte al mese vado in uno di questi ambulatori a prestare servizio. In realtà il nostro aiuto è più orientato a spiegare come fruire del Servizio Sanitario Nazionale che ad offrire interventi sanitari veri e propri, soprattutto nei casi più complessi o che richiedano indagini strumentali.

Credo però che l’aspetto più importante sia il rapporto di fiducia e di solidarietà che si sta creando tra operatori sanitari e fruitori del servizio. Spesso gli utenti tornano, magari con motivazioni anche futili, solo per “parlare un po’ o per vedere delle facce amiche”. Avere qualcuno che ti ascolta – e spesso le vicende che ci vengono raccontate sono terribili – è già in sé e per sé una forma di terapia. Anche da parte di chi ascolta prendere coscienza delle varie vicissitudini che hanno portato queste persone davanti a noi rappresenta un momento di crescita e di compartecipazione.

Quando ti raccontano le difficoltà e le sofferenze di viaggi di migliaia di chilometri nel deserto e sui barconi, le cause che hanno portato alla perdita della casa, del lavoro e della dignità, i soprusi e le torture patiti capisci davvero che davanti hai un’umanità ferita, sofferente e concreta, non solo numeri di una fredda statistica di migranti o di homeless.

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Storie di donne che vivono la sfide di essere madre, in Africa e in Italia. Storie di bambini che possono ricevere tutte le cure di cui hanno bisogno. Storie di medici, infermieri, ostetriche e operatori sanitari che si formano per garantire servizi di qualità.
Storie di persone che hanno deciso di dedicare il proprio tempo e le proprie competenze agli altri.

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