KENYA

La marcia in più di Rosemary

28 maggio 2018

Rosemary è una giovane ragazza keniota da qualche mese nello staff che lavora a sostegno dei giovani di strada di Nairobi all’interno del progetto Boresha Maisha. La storia della sua collaborazione con il CCM inizia però molto prima dell’incontro con questo progetto: Rosemary, infatti, è laureata in Health Promotion and Sport Science alla Masinde Muliro University di Kakamega, un percorso di laurea che riflette appieno il tipo di impegno di Boresha Maisha.

Il desiderio di Rosemary era infatti quello di mettere a frutto i suoi studi con un percorso di volontariato, così da tradurre in concreto ciò che aveva appreso durante il suo percorso accademico. La motivazione che l’ha spinta a questo tipo di lavoro è inoltre rafforzata da un’esperienza che ha vissuto in prima persona: suo fratello, di qualche anno più grande, è infatti stato in passato un bambino di strada, passato del quale rimane tuttora qualche traccia nei problemi di droga che continua ad avere.

Studio e motivazione personale per Rosemary hanno voluto significare tante energie in più per credere fermamente nel valore del suo lavoro. È così che il suo grande impegno con i beneficiari del progetto Boresha Maisha l’ha portata, da volontaria, a diventare un membro importante dello staff, utile soprattutto – ci spiega la nostra capoprogetto Tamara Littamè – con una funzione di peer educator con le ragazze di strada, le rifugiate somale e quelle di etnia Oromo che vivono in strada nello slum di Mathare.

Il tuo è un ruolo importante

Operiamo nello slum di Mathare per aiutare i giovani che ne popolano le strade. Fare gruppo è uno dei modi più belli ed efficaci per farlo, e grazie al tuo sostegno potremo coinvolgere sempre più ragazzi nelle nostre attività, offrire loro cure e supporto sociale per indicare la possibilità di un cambiamento.

La storia di Rosemary ci ricorda come i paesi dell’Africa Sub-sahariana, Kenya ed Etiopia su tutti (che sono anche quelli con le economie relativamente più stabili, come dimostra anche il buon livello di istruzione universitaria che ha ricevuto Rosemary), siano ricchi di risorse umane pronte a mettersi in gioco per promuovere lo sviluppo dei loro paesi.

A mancare, spesso, è proprio la possibilità di poterlo fare, ovvero la presenza di qualcuno che porti i più giovani a muoversi e che offra loro una struttura funzionante, un team di lavoro e un quadro strutturato di azioni da compiere.

Il progetto Boresha Maisha ha preso inizio, un anno fa, proprio da questo tipo di considerazioni. È strutturato su tre livelli – dalla strada ai campi sportivi alle strutture sanitarie – e punta sulla formazione di operatori socio-sanitari locali in grado di continuare le azioni di recupero delle fasce più deboli della popolazione di Nairobi una volta finito il progetto. Per saperne di più clicca qui.

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