TORINO, ITALIA

Quando un ambulatorio è anche un dispensario di parole

24 aprile 2018

di Paola Montrucchio Bianco, medico volontario a Torino nell’attività ambulatoriale a sostegno dei più vulnerabili.

Il mio impegno nel mondo del volontariato dura ormai da molti anni, per la precisione da quando ne avevo 15.

Sempre attiva in Italia, l’avvicinamento agli ambulatori di Via Nizza e Via Cappel Verde nel mio caso è a avvenuto però in modo casuale, tramite una proposta che mi aveva fatto a suo tempo Suor Cristina, ovvero colei che gestisce il Centro di Via Nizza.

Dato il molto tempo passato dalla mia ultima esperienza di volontariato, decisi di accettare. Il mio servizio all’ambulatorio di Via Nizza 24 dura ormai da due anni, mentre presso l’ambulatorio del Centro “Balsamo di Filomena” di Via Cappel Verde 6 opero sin dall’inizio delle attività.

Nel mio lavoro volontario in queste due realtà importanti non solo a livello torinese, ma anche nazionale, le difficoltà maggiori che incontro consistono nello spiegare e nel far capire alle persone che incontriamo come funziona il nostro sistema sanitario nazionale.

Molti di loro non sanno come comportarsi, né come usufruire dei servizi; alcuni si presentano con richieste di medicinali e farmaci che però noi non possiamo dispensare. C’è bisogno di molto molto tempo per far entrare le persone che vengono da noi nell’ottica della struttura dei servizi che eroghiamo.

Se l’educazione sanitaria è la prima difficoltà, posso dire che l’ascolto è invece l’esigenza più sentita da parte dei nostri pazienti. Anche se spesso il tempo a disposizione non ci permette di dialogare con loro nel migliore dei modi, la componente dell’ascolto è una delle caratteristiche principali che abbiamo cercato di dare alla nostra attività: “vengo qui perché il mio medico non ha tempo per ascoltarmi” – è la frase che spesso sentiamo ripetere da molti dei nostri pazienti.

È per questo che mi piace pensare a questi due servizi come dei dispensari di parole oltre che dispensari di servizi medici e sanitari.

Tu cosa puoi fare

  • Con 20 euro permetti l’acquisto di materiali consumabili sanitari (es. garze, filo per suture, soluzioni detergenti, etc.) per una settimana;
  • Con 40 euro permetti l’acquisto farmaci da banco per una settimana;
  • Con 80 euro sostieni la realizzazione di 4 incontri di supervisione e tutoraggio per 1 operatore sanitario volontario che decida di svolgere attività di volontariato presso i Centri di Via Nizza 24 e Via Cappel Verde 6.

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