KENYA

La forza di tornare indietro

25 ottobre 2018

Sette anni in uno degli slum più difficili del mondo. Dopo essersi macchiati di una colpa tutto sommato veniale, ma tant’è: la vergogna, forse il rimorso, hanno tenuto Simon lontano dalla famiglia per quei sette anni durante i quali ha rischiato più e più volte di non rialzarsi.

Lo slum di cui parliamo è quello di Mathare, che si trova nella zona nord di Nairobi. La colpa è un furto di soldi ai danni del padre. E Simon è il ragazzo di 17 anni che vedete nelle foto qua sotto. Fuggito di casa a dieci anni dopo il “fattaccio”, Simon si è aggiunto alle oltre 38 mila persone che vivono a Mlango Kubwa, una baraccopoli che fa parte del grande slum di Mathare.

Il 42% della popolazione di Mlango Kubwa ha meno di 14 anni. Senza casa né cibo, senza sostegno, la quotidianità di questi giovani è fatta di droga, povertà e degrado. Simon dormiva in strada, nell’immondizia, circondato da altre migliaia di giovani – diciamo pure: bambini – che per un motivo o per un altro si sono ritrovati come lui.

A conoscere Simon per primo è stato John, l’operatore sociale del progetto Boresha Maisha – Alternative di Vita, con il quale cerchiamo di aiutare i giovani che come lui vivono nello slum. Il lavoro iniziale che ci permette di conoscerne le loro storie, e le loro esigenze, è tecnicamente quello di una mappatura, dei luoghi, delle persone e dei loro bisogni.

La “mappatura” di Simon è stata particolarmente efficace, perché ha permesso a John di conoscere anche la sua famiglia, di incontrarne i genitori più e più volte, di coinvolgerne la madre nelle sedute di formazione rivolte alle famiglie per migliorare il rapporto con i propri figli.

Simon, almeno inizialmente, non ha reagito bene: indirizzato in tre centri di riabilitazione diversi, li ha abbandonati tutti dopo qualche giorno. John, però, non si è arreso ed è riuscito a creare con lui un legame di fiducia reciproca e a coinvolgerlo nei vari percorsi rieducativi che in collaborazione con GRT svolgiamo nello slum.

Per i ragazzi di strada di Nairobi

Puoi fare anche tu la tua parte nella lotta alla povertà, all’abuso di droghe e alla violenza che affliggono i giovani che popolano le strade dello slum di Mathare.

Durante questi incontri, Simon ha potuto riavvicinarsi anche alla madre, che quasi tutti i giorni andava nello slum per incontrarlo, per parlargli e stargli vicino, per fargli capire che il ritorno a casa non avrebbe rappresentato un’umiliazione, non una sconfitta ma  un’alternativa di vita concreta e ancora possibile.

Un giorno, John non ha più visto Simon fra i ragazzi di strada. Ha quindi chiamato la madre, e lei, felice, lo ha informato che finalmente era tornato a casa! Dopo sette anni, Simon è tornato dalla sua famiglia. Ora lavora con il padre in una macelleria, guadagna a sufficienza per pagare l’affitto di una piccola stanza poco distante dalla casa dei genitori, risparmia ogni mese per aiutare la sua famiglia e sogna un giorno di riuscire ad acquistare una moto.

Simon non è più tornato a Mlango Kubwa, e anche per questo gli operatori di Boresha Maisha sono pieni di gioia e soddisfazione. Quello che secondo loro può fare la differenza anche in un caso complicato e lungo come quello di Simon è la famiglia.

La perseveranza e l’amore della madre è stata infatti fondamentale. Si è messa totalmente in gioco, ha partecipato ai corsi di parental skills (che affrontano argomenti quali la comunicazione efficace con i figli, l’impatto che su di loro hanno i comportamenti genitoriali, quale è il sostegno migliore nei momenti più difficili) ed è adesso ambasciatrice del grande risultato raggiunto, lavora come volontaria per raccontare la sua storia e formare altri genitori che stanno cercando di recuperare i propri figli.

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